Le cascate del Ferraina
Altitudini: da 1300 a 1350 metriDurata del percorso: 3 ore, andata e ritorno. Fino alla località Canovai l'itinerario è come il precedente. Lasciata l'automobile, si prosegue lungo il sentiero sulla riva destra del torrente prima attraverso un bosco di pini, poi nella faggeta e accanto a grandi roveri. Al bivio non deviare a destra e dopo poco si raggiunge un pianoro, a sinistra sull'orlo

di un dirupo lo scheletro di un albero schiantato dalla folgore. Da questo albero si comincia a scendere lungo il costone tra boschi di rovere e pini, il sentiero si fa meno percettibile fino a raggiungere un piccolo spiazzo.
Si lascia il costone spostandosi a sinistra, quasi a ridosso di una parete erosa e si scende. Alla fine, superato un piccolo salto tra le radici di una rovere ci si trova di fronte all'angolo bellissimo che chiude le cascate del Ferraina.
"Itinerari d'Aspromonte: antichi e di recente riscoperta"
Da Locri a Gerace a Zòmaro a Bovalino a San Luca a Polsi a Bianco a Caraffa a Samo. Da Bova Marina a Bova superiore a Roghudi a Casalnuovo ad Africo a Pietrapennata a S. Elia a Gambarie a Montalto.
Da Bova a Delianuova esiste un sentiero tracciato che serviva agli scambi tra le popolazioni del versante ionico e quelle dell'Aspromonte che si affaccia sul Tirreno come ad esempio quelli di Delianuova.
Da Bova a Rogudi a Delianuova (che con Galliciano costituiscono il cuore della Calabria grecanica) si arriva ai Piani da dove si scende verso Amendolea. Lasciata la strada in cemento, si segue il sentiero che scende verso Lestizi. In questo tratto gli alberi dominanti sono la guercia e il Leccio. Dopo Lestizi il sentiero scende insinuandosi in profondi valloni che fungono da collettori d'acqua durante il periodo invernale. Si scende fino a Noì caratteristica per i casolari sparsi e le masserie. Da qui si raggiunge la fiumara Amendolea seguendola per un tratto e attraversandola per arrivare in vista del vecchio abitato di Rogudi, lasciato il quale si riprende il sentiero che arriva a Ghorio di Rogudi.
Da qui il sentiero, in terreno arido e pietroso sale fino a quota 1156: il paesaggio diventa alpestre. Si supera passo Vividdo e si sale al monte Cavallo 1331 m., dove la vegetazione si infittisce. Si prosegue fino ad arrivare ad una imponente frana che scarica nella fiumara Amendolea. Di fronte si vede una montagna intera che scivola a valle, è la frana di Colella. Il sentiero continua fino alle pinete di Pesdavoli.
Lasciata Pesdavoli si segue una sterrata in salita lungo il crinale. Qui a dominare sono il Pino Laricio che divide lo spazio con il Faggio e l'Abete. Dopo la strada che congiunge Gambarie a Polsi, si prende il sentiero che raggiunge la verde radura di Portella Materazzi.Dopo questa

località ci si inoltra in direzione nord-est seguendo un sentiero tra faggete e radure caratterizzate dal Ginepro. Si raggiunge la località Serro Falcone a m. 1782. Si prosegue tra boschi di Faggio, si supera un bivio che smista due strade su i due versanti ionico e tirrenico.
Si riprende il sentiero immerso nelle faggete e si raggiunge Pietra Tagliata a m. 1751. Da qui a Portella Cannavari con i suoi giardini di Persefone e scendendo a sud-est verso il versante orientale si raggiungono le pinete dei Piani di Carmelia. Da Carmelia si segue un sentiero che scende tra boschi di Leccio, si supera il puntone di Laccu e si continua a scendere. Il Leccio lascia il posto al Castagno e al sottobosco. Continuando a scendere si giunge alle prime case di Delianuova.
Da Samo a Montalto. L'antica Samo (oggi Samo di Calabria) è costituita da un Comune che ebbe la denominazione nel 1911. Si possono vedere i ruderi antichi che si fondono con il paesaggio. Il collegamento con la costa è assicurato dalla rotabile che porta a Bianco. Più difficile invece è il percorso montano che si inerpica in zone disabitate tra boschi e valloni. E il regno dei sentieri e dei tratturi che ancor oggi consentono l'accesso alla zona. La natura è incontaminata e si possonorintracciare le orme del passato.Da Samo nuova verso l'antica Samo si scende al vallone di Santa Caterina. Si lascia la strada asfaltata e ci si immette nel sentiero che porta a Precacore.
La vegetazione è bassa, tipica dell'Aspromonte orientale, ciò consente la vista di magnifici panorami. Raggiunto il puntone di Arcà, il sentiero si snoda sulle pendici del monte Jofri le cui pareti sono a picco e si prosegue attraverso un bosco di pini fino alla località di Manu Monacu e da li fino a Canovai, al casello forestale: siamo nel parco nazionale della Calabria. Per arrivare a Montalto si segue la strada sterrata che fiancheggia a sinistra la fiumara Ferraina, la si attraversa e si prosegue tra boschi di Faggio, Abeti e Pini. Dopo Croce Serrata si segue il sentiero Giardini-Ferraghena che attraversa boschi di fitta vegetazione e si sale verso Montalto, la cima più alta dell'Aspromonte m. 1956.
Sulla vetta, la statua del Cristo benedicente e la rosa dei venti.
Da Gambarie a Carmelia. Si attraversa il bosco di Gambarie fino alla fiumara Saltovecchia, la si attraversa e si prosegue sul sentiero fino ad arrivare ai Piani di Quarti e poi alla sorgente Acqua del Monaco. Si continua ancora fino a raggiungere il cippo Garibaldi e poi il passo delle due fiumare. Da li ai Piani di Melia, fino a raggiungere Carmelia.
Da Carmelia a Zervò si passa Portella Mastrangelo lungo le pendici del monte Fistocchio dove si incontrano squarci di ottimi panorami. Si scende dolcemente in direzione nord-est sulla strada che porta a Zervò e dopo poco si raggiunge il Sanatorio, grande costruzione realizzata negli anni venti che oggi ospita la "Comunità Incontro" di don Pierino Gelmini.
Da Zervò verso Trepitò e verso Santa Caterina d'Aspromonte, le pinete di Piano dello Zillastro, la valle dell'uomo morto Serro Lungo e infine il bosco di Trepitò e il monte Caturella.
Dal bosco di Trepitò verso Ciminà, il Piano Vaccarizzo, Zomaro. Al bivio si può scegliere il sentiero verso la Fonte dell'Acqua Bianca e proseguire fino a Cittanova e al Passo del Mercante che collega il versante fonico a quello tirrenico. Questa è una zona di interesse archeologico del periodo romano con le supposte fortificazioni di Spartaco. Proseguendo fino alla pineta del Piano Maschera, si arriva a Canolo nuovo.
Dal Passo del Mercante si può raggiungere il Passo della Limina. A partire da Canolo attraverso i Piani Mortelle. Dal Passo della Limina il "sentiero del brigante" lascia l'Aspromonte e si inoltra nelle Serre catanzaresi. Si arriva alla diga sul Metrano sopra Galatro fino al Passo della Croce Ferrata e poi alla contrada Angelella e a Fabrizia. Da qui attraverso una zona caratterizzata da colture e terrazzamenti, si giunge a Contrada Santa Maria e quindi a Mongiana con le tipiche fumanti carbonaie. Da qui si prosegue per Bivonqi e Stilo. Si cammina tra boschi sul sentiero che porta al Passo di Pietraspada vicino al monte Pecoraro.
Continuando tra i boschi si arriva alla Ferdinandea, un'ampia tenuta boschiva di epoca borbonica e successivamente alle cascate del Marmarico fino a raggiungere Bivongi e quindi Stilo.
Da Gambarie si arriva in mezzo a una grande pineta al mausoleo di Garibaldi che ricorda la data del 29 agosto 1862 in cui il popolare eroe dei due mondi venne ferito.Da Gambarie fino alla Piazza Nino Martino che ricorda il temuto brigante del 600, attraverso la località Piani di Quarto.
Da Gambarie ai Piani di Melia verso Carmelia per scendere verso il Tirreno, valicare l'Aspromonte e raggiungere i paesi della fascia ionica
Da Gambarie al Monte Basilicò coperto di boschi di Faggio e abetaie. Dal monte si scende per tornare a Gambarie e da lì giungere a Santo Stefano d'Aspromonte attraverso un sentiero tra boschi di castagni. Si risale quindi fino al vivaio forestale di Cucullaro e poi tra uliveti e Querce fino a Mannoli.