lunedì 29 aprile 2013

FONDAZIONE DELLA COMMENDA DELL'ORDINE DI MALTA A REGGIO (1644)



Nel raduno della “Veneranda Lingua d'Italia”, tenuto a Malta il 22 aprile 1643, il commendatore fra' Carlo Aldobrandini con licenza del Gran Maestro Giovan Paolo Lascaris Castellar comunicò che il canonico e tesoriere della cattedrale di Reggio Abate Lelio Furnari Monsolino di 72 anni, il quale aveva ricevuto solo gli ordini minori, per la sua “somma devozione verso la Religione Gerosolimitana” si proponeva di fondare a Reggio una commenda col reddito annuo di 500 ducati da beni stabili e capitali, il cui valore ascendeva a 12 mila ducati. La particolare devozione del canonico verso l'Ordine Gerosolimitano era motivata anche dal fatto che in essa avevano militato i fratelli Giuseppe e Paolo e il nipote Carlo.

Nell'assemblea furono pure esposte le condizioni stabilite dal Furnari.

Suo nipote Nicolò, di anni 25, doveva essere ricevuto come cavaliere per grazia “senza far prove né pagare passaggio” e doveva essere nominato primo commendatore. Il fondatore si riservava il diritto di nominare altri due successori al nipote Nicolò Monsolino col diritto di essere pure accolti come cavalieri e commendatori. Dopo la morte di Nicolò e dei suoi successori la “Lingua d’Italia” avrebbe potuto disporre liberamente sull'assegnazione della Commenda.

La “Venerabile Lingua” accolse la proposta della fondazione e nominò commissari fra Pietro Salonia e fra Antonino Carafa con l'incarico di esaminarla e di riferire il loro parere. Delegò pure come procuratori i fratelli Girolamo Marulli e Carlo Gattola col compito di recarsi a Reggio per visitare i terreni assegnati in dotazione e di fare una relazione sulla loro consistenza.

In una successiva assemblea tenuta il 28 maggio 1643 i due procuratori esposero i risultati della loro visita con la stima dei beni. Il giardino sito a Gallico in contrada Scacchieri valeva 2.417 ducati. Pure a Gallico un altro giardino in contrada Sant'Antonio aveva il valore di 327 ducati. In esso vi era una torre con tre abitazioni sovrapposte, circondate da un muro e adibite alla lavorazione della seta, il cui valore ascendeva a 700 ducati. Un altro fondo in località Malavendi valeva 627 ducati e un'altro stimato 105 ducati era in contrada Fornace. Nel giardino di Cardeto, chiamato Serra, vi erano gelsi, olivi, viti e alberi fruttiferi. Il suo valore ascendeva a 2.996 ducati con una rendita annua di 254 ducati. In esso vi erano due case per allevare i bachi da seta e una torre con tre camere sovrapposte. Le due case valevano 80 ducati e la torre 130. Vicino alla torre vi era un “battitoio” o “battibanderi” per ripulire gli erbaggi e la seta. Nel giardino in contrada Cesis vi erano piante di agrumi, gelsi e alberi fruttiferi. In esso vi erano una torre e una casa circondata da muro e con tre ambienti nei quali venivano allevati dei bachi da seta. Il valore della casa era di 1.620 ducati e il reddito annuo ascendeva a 92 ducati.

Il palazzo di Reggio con cortile e pozzo d'acqua aveva due porte che si aprivano una sulla piazza di San Nicola e l'altra sulla piazza della Madonna del Carmine. Nel pianterreno vi erano sette camere, la dispensa e un posto per la carrozza. Nel piano superiore vi erano cinque camere e un corridoio e sopra di esso era costruita un’altra camera. Il valore del palazzo ammontava a 2.700 ducati e l'affitto annuo fruttava 120 ducati.

Sopra alcuni terreni gravavano degli oneri. Dal reddito del giardino di Cardeto si dovevano detrarre 6 ducati a beneficio dell’abbazia di Santa Maria di Trapezometa e altri 20 dai frutti di un mulino sito nella stessa località. All'altare di San Silvestro nella chiesa di San Nicolò andavano 11 ducati ricavati dal reddito di un giardino di Gallico. Altre somme furono assegnate sopra censi. Giustino Dionisio di Cardeto doveva versare 20 ducati l’anno per un mulino che aveva acquistato per 200 ducati dall’abate Monsolino con atto del notaio Giovan Cola di Sant’Agata. Giambattista e Marzio Barreca di Reggio erano soggetti al pagamento di l5 ducati l’anno per il prestito di 150 ducati registrato con un atto del notaio Annibale Grandazzo. Sui beni di Diego Borrello di Sambatello del valore di 200 ducati gravava un censo di 20 ducati l’anno come risultava dagli atti dello stesso notaio.

I beni mobili inclusi nella donazione comprendevano tessuti pregiati, mobili, argenteria e quadri. Fra i tessuti figuravano numerose coperte di seta, raso e damasco ornate con frange e drappi per porte e finestre, di cui uno ornato con lo stemma gentilizio dei Monsolino. Tra i mobili furono elencati dei padiglioni lignei costruiti a copertura dei letti e ornati con tendine di seta e damasco, sei sedie rivestite di velluto e sei di pelle, uno scrittorio e una credenza di noce. Facevano parte dell'argenteria una brocca d’argento dorato con bacile del valore di 130 ducati, due bacili, due boccali con due sottocoppe stimati 220 ducati, una sottocoppa con un vaso e un bicchiere d'argento di 70 ducati, una saliera, una zuccheriera e un vaso per il pepe del valore di 100 ducati e due candelieri d’argento, la cui stima ascendeva a 70 ducati.

Nell’elenco dei quadri figuravano i ritratti del re Filippo IV di Spagna, del Granduca di Toscana, del cavaliere Monsolino, di Gran Maestri dell'Ordine di Malta e di altri personaggi. In una tela era dipinto un paesaggio. I quadri di soggetto religioso comprendevano il Figliol Prodigo, otto Santi eremiti, Sant'Antonio di Padova, Sant’Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio.

La relazione presentata dai commissari don Pietro Salonia e don Antonino Carafa fu esaminata dai procuratori fra Giacomo Marulli e fra Carlo Gattola. Essi dichiararono d'avere incontrato delle difficoltà perché non constava con quali titoli l’abate Furnari godesse della proprietà dei beni. Era perciò necessario soprassedere in attesa anche che Baldassare D’Amico, procuratore di Livia Geria, erede di Livia Serignano, rendesse conto dell’amministrazione perché la detta Livia aveva avuto come tutore l’abate, dal quale pretendeva quanto le spettava della propria eredità.

L'abate chiari la situazione dichiarando che si era rivolto più volte a Livia Geria per rendere i conti, ma essa si era sempre rifiutata. Egli era stato tutore solo per 33 giorni e non si era potuto accertare dell’esatta rendita della defunta Livia Serignano. Il vicario generale di Nicotera aveva fissato il valore dei beni in 2.000 ducati provenienti dalla vendita di 1.700 pecore e 70 mucche e la somma era stata consegnata a Livia Geria. L’abate teneva ancora in consegna alcuni gioielli d'oro e d’argento del valore di 632 ducati e si riteneva in obbligo di custodirli fino a quando la Geria non avrebbe soddisfatto i suoi doveri verso di lui.

L’abate espose anche il suo diritto sulle altre proprietà. Metà del giardino di Cardeto gli era pervenuta per successione del capitano Agostino Monsolino e l’altra metà per rinuncia dell’erede Laudamia Monsolino, sorella di Agostino. Il giardino in contrada Ceci era toccato alla suddetta Laudamia come parte dell’eredità paterna era stato poi ceduto in usufrutto al fratello capitano Giambattista, che alla sua morte l’aveva lasciato all’abate.

Di un giardino sito a Gallico fu presentato l’atto di acquisto e d’un altro nella stessa località fu mostrato lo strumento di donazione fatto da Livia Corni. Il giardino in contrada Malavendi l'aveva acquistato da Giovanni Domenico Michelotto. Il palazzo di Reggio era stato donato da Laudamia Monsolino al fratello capitano Agostino col peso di 40 ducati l’anno e dopo la sua morte era stato ceduto all’abate senza alcun onere di pagamento. Il possesso dei censi era dimostrato dalla documentazione aggiunta.

Contro l’abate fu presentata un’altra istanza da Ottavio Melissari, marito di Giulia Geria, il quale aveva inviato un testamento del 1612 a conferma del lascito di un giardino a Gallico fatto da Scipione Monsolino a beneficio del nipote Diego Strozzi.

Durante l'assemblea della “Venerabile Lingua d'ltalia” tenuta il 16 gennaio 1644 sotto la presidenza dell'ammiraglio Pietro Anselmi il commendatore Pietro Salonio e il cavaliere frà Francesco D'Afflitto riferirono intorno ad altri litigi e pretese sorti dopo la donazione. Laudamia Monsolino, erede dell'abate, aveva presentato un ordine emesso dal vescovo di Gerace ad istanza del procuratore fiscale della Camera Apostolica affinché venissero esaminati alcuni testimoni per conoscere se l’abate aveva fatto dei negozi illeciti e che cosa aveva disposto a favore dei figli spuri.

Contro la donazione protestarono pure, per mezzo del notaio Silvestro Raucio, Giulia Geria che aveva preso possesso del giardino sito in contrada Cesis, il marito Ottavio Melissari e fra Domenico Barone. Fu però verificato che i giardino era stato di proprietà di Laudamia Furnari, la quale aveva fatto donazione al fratello abate con l’onere di provvedere al suo mantenimento.

Altra questione riguardava il giardino di Cardeto, già proprietà del defunto Matteo Monsolino. Nella divisione dell'eredità una parte era toccata al capitano Agostino Monsolino e si pretendeva che essa spettasse agli eredi Domenico, Ippolita, Anna, Maddalena e Giovanni. In contrario fu presentato un decreto della Corte di Sant’Agata col quale era stato revocato il possesso agli eredi di Agostino Monsolino a favore di Laudamia, erede dell’abate. Contro le accuse di Giulia Geria e del marito Ottavio Melissari l’abate dimostrò pure che da 40 anni possedeva i beni siti a Cardeto e il giardino in contrada Cesis.(??)

A conclusione di tutte le prove, che documentavano il legittimo possesso dei beni, i commissari don Pietro Salomia e fra Francesco D'Afflitto giudicarono accettabile la donazione e chiesero che venisse confermata dal Gran Maestro e dalla Santa Sede. Era pure necessario inviare un cavaliere a Reggio per stipulare l'atto notarile. Fatta la votazione a scrutinio segreto fu incaricato di prendere il possesso dei beni fra Federico Gotto, ricevitore di Messina, per mezzo dei procuratori fra Girolamo Marulli e fra Euclide Bava.

La delega fu sottoscritta a La Valletta nell’isola di Malta il 30 gennaio 1644. A conferma del diritto di possesso furono consegnati ai delegati l’atto di donazione fatto dall’abate e rogato dal notaio Annibale Grandazzo il 22 agosto 1643 e l’atto di rinuncia della nipote Laudamia Monsolino fogato dal notaio Livio Laganà il 19 novembre dello stesso anno.

Il nuovo e definitivo atto di donazione fu stipulato a Reggio dal notaio Livio Laganà il 18 febbraio 1644 e venne sottoscritto dall'abate e dalla nipote col consenso e l'autorità del consanguineo Diego Strozzi.

Conforme alle condizioni poste dall’abate il nipote Nicolò Monsolino fu accolto come cavaliere dell’Ordine e venne investito del possesso della Commenda con l’obbligo di versare ogni anno al “Comun Tesoro” 40 ducati e di apportare tutti i miglioramenti possibili ai beni terrieri. Lo stesso Nicolò e tutti i successori nella Commenda ogni anno nelle feste di San Giovanni Battista e di San Nicolò dovevano cantare i vesperi e far celebrare una messa nella chiesa della Commenda. Essi godevano inoltre di tutte le prerogative, privilegi e indulti concessi ai commendatori dalla Santa Sede, dagli imperatori e dai principi cristiani.


venerdì 19 aprile 2013

Le donne di Cardeto nel 1860

"......Fu lui ad assumere una balia per la neonata. Su consiglio del gruppo di soccorso, la fece arrivare da Cardeto, dove le donne, d'origine greca, erano famose per la loro bellezza e vigoria. Le cardòle erano ricercate come nutrici per figli delle famiglie ricche del circondario di Reggio, che le nutrivano senza badare a spese poiché "latte e miele dal mangiare viene". Robuste, ben nutrite, nel costume caratteristico: la gonna verde, il corpetto rosso aperto sul petto ed allacciato da un cordone coi puntali di rame, le maniche tagliate al gomito da cui uscivano gli sbuffi della camicia bianca trattenuta da nastrini rossi o azzurri e la bianca tovaglietta di pizzo appuntata sui capelli corvini legati stretti in una crocchia, venivano esposte alla curiosità dei vicini e dei parenti per ottenere rispetto........"

Don Filippo Lupinacci di Chiara Provera

martedì 18 dicembre 2012

Per non dimenticare chi siamo!!

"....i paesi lungo il percorso si spopolano, e vi rimangono soltanto i vecchi; le piazze dei paesi di passaggio vedono i cortei che vanno in su, gente d’ogni condizione tutta insieme, con quello che accompagna il Calabrese, l’asino, il mulo, la zampogna, l’organetto, il piffero, che fanno tutti insieme una musica che pare un rovello. Su questa ballano uomini e donne. Dico che alcuni, specie le ragazze, fanno voto di ballare per tutta la strada. Questo bisogna lasciarlo fare alle donne del villaggio di Cardeto, dove menano le gambe fin da piccole e non si stancano mai."

Gente in Aspromonte - Corrado Alvaro

mercoledì 22 settembre 2010

Giochi della Vallata - Prima Edizione

Domenica 26 Settembre 2010, piazza Municipio di Gallina (RC) - XIV Circoscrizione in collaborazione con Associazione "EsistiAMO"


Alla riscoperta di antichi mestieri e tradizioni

La XIV Circoscrizione in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale “EsistiAMO”, nell’ambito della manifestazione denominata “La Vallata del Sant’Agata - Alla riscoperta di antichi mestieri e tradizioni”, organizza la prima edizione dei “Giochi della Vallata”, che si terranno Domenica 26 Settembre 2010.

La conferenza stampa di presentazione è fissata Giovedì 23 settembre alle ore 17.00, presso la sala consiliare della stessa Circoscrizione.

Nella splendida cornice della piazza Municipio di Gallina, che per l’occasione tornerà ad essere un piccolo villaggio feudale, le squadre rappresentative delle frazioni del circondario (Arangea, Armo-Puzzi, Cardeto, Cataforio, Gallina, Mosorrofa, San Salvatore e San Sperato) saranno coinvolte in un appassionante sfida che li porterà a contendersi il titolo di “Borgo della Vallata” per l’anno 2011.
Tutte le prove nelle quali le squadre saranno impegnate sono una trasposizione ludica di episodi realmente accaduti nella storia di “Motta Sant’Agata”. E così, partendo dall’invasione dei musulmani, poco prima dell’anno mille, in un’emozionante successione di eventi si rivivranno la disputa tra Angioini e Aragonesi per la supremazia sul territorio, il passaggio della città sotto la protezione del papa, la tentata invasione dei turchi, il terribile terremoto che distrusse Sant’Agata.
Tante sfide che coinvolgeranno dall’inizio alla fine i partecipanti di tutte le età, dato che le squadre saranno composte da bambini delle elementari, ragazzi delle medie, giovani dei superiori e adulti, per rimarcare il significato del gioco quale strumento per coinvolgere e far divertire tutte le generazioni.
All’aspetto ludico si affiancherà poi quello relativo all’ambientazione, nel quale si faranno rivivere le botteghe dei mestieri che un tempo erano diffusi sul territorio e, più in generale, nel periodo medievale.
La cerimonia di apertura è prevista Domenica 26 alle ore 17.00 con una sfilata di tutte le squadre che si posizioneranno nelle rispettive postazioni. Ogni squadra sarà accompagnata da un gonfalone, da una mascotte e da una coppia abbigliata in abiti d’epoca; quest’ultima parteciperà ad una speciale competizione che, attraverso il contributo di una giuria tecnica, determinerà i vincitori del titolo “Modelli dal Medioevo”.

Questi sono gli ingredienti di una giornata densa di avvenimenti, che si propone, senza grandi pretese, attraverso il gioco, di rivivere la tradizione secolare di un territorio, quello della “Vallata del Sant’Agata”, affascinante e misterioso, con la convinzione di riuscire anche noi, come altre ed importanti realtà associative dei borghi interessati, a dare un piccolo contributo per rendere ancor più ricco il patrimonio storico inestimabile di Motta Sant’Agata.


Nota del Comitato Vallata del Sant'Agata

da strill.it


Dopo l’esordio a Cardeto di presentazione del “Comitato Vallata del S. Agata” è stato intrapreso un percorso di incontri mirati. A inizio estate ha avuto luogo un incontro con gli esponenti della Provincia e dell’Amministrazione Comunale di Cardeto per la manutenzione della strada che collega Reggio Calabria a Cardeto per i tratti di propria competenza.

Successivamente abbiamo incontrato i dirigenti della Società “So.Ri.Cal” per conoscere lo stato dei lavori relativi alla costruenda centrale idroelettrica e al relativo collegamento stradale, inoltre, non essendo possibile utilizzare nel nostro territorio l’acqua proveniente dalla diga, la suddetta Società ha proposto un progetto alternativo che sarà formalizzato durante l’incontro con gli enti interessati.

Il 15 settembre c.a. siamo stati ricevuti dal Sindaco del Comune di Reggio Calabria, al quale sono stati evidenziati alcuni interventi prioritari: la messa in sicurezza della strada di S. Salvatore dov’è in atto un dissesto idrogeologico da valutare in tempi stretti; la manutenzione della suddetta strada di competenza del Comune di Reggio Calabria. Allo stesso Sindaco è stata chiesta la disponibilità ad un incontro collegiale tra gli enti competenti (So.Ri.Cal, Enel, Comune di Cardeto, Comune di Reggio Calabria, Provincia di Reggio Calabria), per una sinergia comune, per lavorare ad una strada alternativa sul torrente S. Agata usufruendo del tratto già in parte realizzato per la centrale elettrica.

Il Dott. Raffa si è impegnato per il tratto di competenza del Comune di Reggio Calabria, alla manutenzione della strada, dimostrando attenzione sul dissesto idrogeologico di S. Salvatore e disponibile all’incontro con gli altri enti che il Comitato sta già programmando, in particolare con la XII Circoscrizione che si terrà nei prossimi giorni.

Il Presidente

G. Mandolillo

giovedì 5 agosto 2010

CARDETO: LUGLIO 1954 LA VISITA DI ALAN LOMAX














































le foto sono state scattate da Alan Lomax. Purtroppo non si conoscono i nomi di questi volti. Sarebbe gradito il vostro aiuto!!!

martedì 29 giugno 2010

BANKITALIA: CALABRIA; IN CALO PIL, OCCUPAZIONE, FATTURATO IMPRESE

(AGI.it) - Catanzaro, 28 giu. - Calo del prodotto interno lordo accompagnato da una contrazione dell'occupazione e del fatturato delle imprese. Sono questi i dati salienti della relazione sull'economia della Calabria elaborata dalla Banca d'Italia, presentata nel pomeriggio a Reggio Calabria e anticipata alla stampa questa mattina a Catanzaro dai vertici regionalid ell'istituto d'emissione. Secondo quanto emerso, il prodotto interno lordo e' sceso, nel 2009, del 5,5% secondo Prometeia e del 3,3% secondo Svimez; il fatturato delle imprese ha perso l'11,2%, mentre l'occupazione l'1,5%. "La crisi economica e finanziaria - si legge nello studio di Bankitalia - ha continuato a produrre effetti rilevanti sull'economia regionale, con la fase recessiva iniziata l'anno precedente che ha raggiunto il suo apice nella prima meta' dell'anno e ha riguardato tutti i settori produttivi". "Riteniamo che diffondendo questi dati possano essere utili anche al cittadino, il quale potra' essere piu' consapevole della situazione economica reale" ha detto il vice direttore della sede regionale della Banca d'Italia, Lucio Colluce. "Nello specifico, nell'industria il settore manifatturiero ha subito la fase piu' acuta della crisi nel primo trimestre dell'anno, mentre il livello degli ordini e della produzione e' lievemente migliorato nei mesi successivi. "Il grado di utilizzo degli impianti si e' notevolmente ridotto e gli investimenti sono diminuiti. Anche il settore delle costruzioni - ha evidenziato Giuseppe Marinelli del nucleo interno di Banca d'Italia che ha redatto lo studio - ha risentito in maniera accentuata della avversa congiuntura economica, soprattutto con una forte contrazione del livello di attivita' del mercato immobiliare e delle opere pubbliche". Nel terziario il valore delle vendite del commercio al dettaglio e' diminuito, in particolare per effetto del calo della distribuzione alimentare. Anche le presenze turistiche hanno registrato una contrazione, con un meno 1%, che ha riguardato principalmente i vacanzieri italiani. Nel settore dei trasporti tiene un segno positivo l'aeroporto di Lamezia Terme (+9,5%) con perdite per quelli di Reggio Calabria (-42,1%) e Crotone (-5%), cosi' come si e' registrato un notevole arresto per l'attivita' di transhipment del porto di Gioia Tauro. Scende anche l'andamento del settore agricolo, con una forte contrazione delle produzioni di olive e cereali. Complessivamente, il 74,3% delle imprese ha diminuito gli investimenti nel corso del 2009, con una tendenza simile nella prima parte dell'anno in corso. Rispetto al mercato del lavoro, il tasso di occupazione in eta' lavorativa si e' ulteriormente ridotto. L'occupazione, sostiene Banca d'Italia, "e' diminuita a causa della contrazione nei settori dei servizi non commerciali e delle costruzioni".

Il calo piu' sensibile ha riguardato la componente del lavoro autonomo, ammortizzato da un maggiore ricorso alla Cassa integrazione. Diminuiscono anche le persone in cerca di occupazione, soprattutto si e' accentuata l'uscita di soggetti dal mercato del lavoro, con un divario con la media nazionale, nell'ambito della partecipazione al mercato del lavoro, che e' particolarmente ampio tra i giovani e per le donne. Resta tra le piu' elevate in Italia, la quota di lavoro sommerso. In un periodo di crisi economica mondiale, nel corso del 2009 i prestiti erogati dagli intermediari bancari hanno ulteriormente rallentato rispetto all'anno precedente, ma hanno mantenuto un tasso di crescita superiore alla media nazionale. "Nei primi mesi del 2010 - ha dichiarato Marinelli - il ritmo di espansione dei prestiti si e' attestato su livelli analoghi a quelli della fini dell'anno precedente". Il credito erogato alle imprese e' diminuito a causa sia della minore domanda di finanziamenti sia della maggiore cautela delle banche nell'erogazione del credito.
Secondo le risposte degli intermediari rilevati nell'indagine della Banca d'Italia, "la contrazione della domanda e' riconducibile al forte ridimensionamento dell'attivita' di investimento da parte delle aziende". La contrazione della spesa per il consumo di beni durevoli e dell'attivita' nel mercato immobiliare ha influito sulla domanda di prestiti da parte delle famiglie. Nonostante questo, li prestiti alle famiglie, pur avendo decelerato per tutto il 2009, sono cresciuti a ritmi piu' sostenuti rispetto alla media nazionale e hanno invertito la tendenza decrescente negli ultimi mesi dell'anno. "La qualita' del credito - ha concluso Marinelli - gia' peggiore delle media nazionale, si e' sensibilmente deteriorata nel 2009 in tutti i rami produttivi ma soprattutto nel settore delle costruzioni e, in minor misura, in quello dei servizi, mentre per il manifatturiero la rischiosita' e' diminuita". (AGI) Cli/Adv

lunedì 28 giugno 2010

'Catarantella' - I nostri danzatori e suonatori a Catanzaro

Si chiamerà Catarantella è sarà una grande celebrazione della più autentica tarantella calabrese, grazie all'adesione di alcuni tra i più bravi suonatori tradizionali. E' la manifestazione conclusiva della stagione che il Teatro Politeama proporrà al pubblico catanzarese il prossimo 29 giugno. Sul palco saliranno l'emergente duo composto da Francesca Salerno e Luigi Morello, i Cumelca di Ciccio Nucera, autentici portavoce dell'area grecanica di cui la Calabria è sostegno portante, i quotatissimi Marasà cui dovrebbe aggiungersi Massimo Diano da Siderno, un vero fuoriclasse dell'organetto, Tommaso Leone, membri di un'altra realtà importante come i Lisarusa e i migliori suonatori e danzatori tradizionali, provenienti da altre realtà territoriali importanti come Tiriolo (di cui sarà presentato in anteprima la nuova edizione del festival ''Radici Sonore', in programma ad agosto), Rogliano, Badolato, Cardeto e Isca sullo Jonio. ''Ho pensato di chiudere la straordinaria stagione del Politeama- ha ribadito Furriolo- con una celebrazione delle nostre radici. La serata sarà ad ingresso gratuito, sperando in un coinvolgimento popolare totale". Medesimo entusiasmo è stato espresso dall'assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro Antonio Argirò che ha messo a disposizione la splendida terrazza del complesso monumentale San Giovanni per ripeterne, giorno 1 luglio, la formula che sarà arricchita da nuovi eventuali ospiti. ''Le nostre radici- ha sottolineato- costituiscono il nostro orgoglio. Ben venga quindi tale manifestazione che potrebbe essere calendarizzata per ribadire l'importanza di un appuntamento in cui il capoluogo si potrebbe specchiare, rilanciando allo stesso tempo i suoi lodati contenuti culturali. C è bisogno di fare rete, altre realtà un tempo quasi impensabili come il ''Marca', il caffè letterario come quello delle arti, la biblioteca ''De Nobili', le lodevoli attività che fanno capo al Liceo Galluppi come quelle del circolo ''Placanica', costituiscono oggi un patrimonio di oggettiva qualità per la crescita esponenziale della stessa città di Catanzaro.'

venerdì 25 giugno 2010

Giovane donna partorisce in autombulanza

Provvidenziale intervento del personale del 118 che questo pomeriggio, è intervenuto a Cardeto soccorrendo una madre in stato interessante al settimo mese di gravidanza. La donna aiutata dal dott. Giordano e dall’infermiera Dattola, ha così potuto dare alla luce proprio sul mezzo di soccorso il piccolo Domenico. Plauso per l’intervento riuscitissimo nonostante le condizioni critiche, sono state espresse anche dallo stesso direttore del 118, Gabriele Napolitano che si è complimentato personalmente con l’unità di soccorso.

Auguri a Domenico, alla mamma ed al papà!!

martedì 9 giugno 2009

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 - I RISULTATI

Elettori
1.864

Votanti 1.375-73,76 %
Schede bianche 26-1,89 %
Schede nulle 28-2,03 %
Schede contestate e non assegnate -
-
Sezioni scrutinate
4 su 4


Candidati sindaco e liste


LISTA CIVICA - PIETRO FALLANCA SINDACO
FALLANCA PIETRO (eletto sindaco)
730 voti
55,26 %
8 seggi




PARTITO DEMOCRATICO
VADALA' SEBASTIANO
591 voti
44,73 %
4 seggi



Totale
1.321

Seggi spettanti al consiglio
12
Related Posts with Thumbnails